Chi è l’Artista?
Per me è il mago che deve imparare a plasmare la materia: parte come apprendista e non sa nemmeno di esserlo, un mago.
Con lui le regole non valgono, perché appartiene a un mondo altro, solo che non lo sa. Cerca in tutti i modi di entrare in qualche casella o paradigma per poter essere accettato e per avere dei confini rassicuranti. A un certo punto però, se è davvero pronto, succede qualcosa per cui gli tocca vedere, gli tocca svegliarsi.
L’Artista nasce già creatore, prima che creatura. Le creature hanno tanti bisogni e vivono nel bisogno. Anche l’Artista è una persona che vive in questo mondo duale e ha le sue necessità, ma ha anche un Potere. Soltanto che ha paura di usarlo, perché crede non sia spendibile nel mondo in cui vive. Crede che sia una maledizione. Pensa che forse sarebbe stato meglio nascere con un talento che avesse strade già battute da altri, percorsi di studi rodati, identità dentro cui perdersi.
E invece no. Quando smette di credere a tutto questo e comprende l’illusione in cui sta vivendo, allora inizia ad accadere qualcosa.
L’Artista è colui che non abdica. Non scende a compromessi, il che non vuol dire che sia rigido, ma sa che esisterà sempre un modo per esprimersi senza svilire ciò che ha da dire e da raccontare. L’Artista è colui che sviluppa un amore tale da uscire da qualsiasi narrazione polarizzata.
L’Artista è il cuore, è il ponte, è la terza via. È il punto di vista impensabile e impossibile, è il fare creativo, la modalità altra. È il sistema che sfugge alle logiche predestinate, è il miracolo, il colpo di culo, il guizzo, il gancio in mezzo al cielo, la brezza, l’aria fresca.
L’Artista è come un cibo appena colto, appena sfornato, appena fatto: perché non sosta e non può sostare troppo a lungo. Ha la Noia come sintomo per comprendere quando è tempo di andare, di morire e di rinascere. Porta l’Armonia a un livello sempre più alto nella vita reale, concreta, della strada, delle persone, delle relazioni.
L’Artista è un Maestro. È analogico: deve toccare, provare, sperimentare e sbagliare, sbagliare, sbagliare, sbagliare, per forgiare e affinare il proprio modo di esprimersi. Ha il cuore aperto e persino le brutture lo esaltano, lo ampliano, lo rendono più compassionevole e comprensivo.
L’Artista impara a stare in piedi nella propria vita, con il proprio tempio, con il proprio corpo, nel quotidiano più quotidiano possibile. Ma lo fa con profondità, sapendo chi è e cosa sia davvero la vita: un gioco incredibile in cui si cresce e si impara a creare un amore che prima non c’era.